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Le Case in Esclusiva 
Itinerari Montani 
Le Dolomiti
lL Cadore
  
MOTORE DI RICERCA
Rif.

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Casa Montagna in Cadore

Il Cadore si trova in una splendida posizione panoramica e costituisce uno dei territori più belli ed incantevoli d'Italia, ha una superficie di circa 1.500 chilometri quadrati ed è composto da 22 comuni: Pieve, che è il maggior centro, Auronzo, il più esteso, San Vito, Borca, Vodo, Cibiana, Valle, Perarolo, Ospitale, Calalzo, Domegge, Lozzo, Vigo, Lorenzago, Santo Stefano, San Pietro, Sappada, San Nicolò di Comelico, Comelico Superiore, Danta, Zoppè, Selva.
Confina a Nord Nord-Ovest con la provincia di Bolzano (Val Pusteria) e con l'Austria, a Est Sud-Est con le province di Pordenone ed Udine, a Sud con la zona del Bellunese ed a Ovest con l'Agordino e lo Zoldano.
Geograficamente il Cadore comprende tutto il bacino del fiume Piave dalla sua sorgente sul monte Peralba alla località di Termine. La sua linea di confine segue lo spartiacque dell'intero bacino
In passato era più esteso, infatti il Cadore "storico" comprendeva nei suoi confini Caprile, Livinallongo, Colle S. Lucia, una parte di Agordo, Zoldo, Barcis, Claut, Cimolais e il già citato Ampezzo. Attualmente ne possiamo notare ancora qualche traccia nelle divisioni amministrative in quanto alcuni territori, malgrado siano posti al di là dei confini naturali sopra citati, sono considerati Cadorini: Selva, Zoppè, alcune zone della Val Fiorentina (comune di S. Vito), Valle del Rio Popena, Rimbianco e Monte Piana.
La ricchezza del Cadore è costituita da boschi di abeti, faggi e larici che rivestono gran parte del territorio. Il legname prodotto dagli abeti del Cadore è tra i migliori del mondo ed è sempre stata per i cadorini la maggior fonte di reddito; un tempo veniva trasportato lungo i corsi d'acqua fino alla pianura dove veniva commercializzato.
Questi ecosistemi restano comunque molto importanti per l'area montana in quanto hanno un ruolo fondamentale nella difesa idrogeologica del territorio, fungono da "polmoni verdi" e, oltre ad essere esteticamente gradevoli, adempiono ad una funzione ricreativa.
Lo Stato possiede in Cadore solamente il bosco di San Marco mentre tutti gli altri appartengono per la maggior parte ai Comuni e per la restante parte alle Regole ed ai privati. I Comuni hanno nel legname il quasi unico cespite d'entrata e fino a qualche decennio fa le entrate derivanti dai tagli annui erano tali da limitare di molto le tasse comunali e da permettere l'esecuzione di tutte le opere pubbliche.
Nelle Dolomiti, area prevalentemente turistica, accanto alle numerose aziende commerciali e di servizi, esiste una vera e
propria industria del legno, presente in quasi tutte le grandi valli e spesso specializzata nella produzione d'arredi per interni o d'attrezzature per gli sport, ad esempio a Cortina D'Ampezzo, come sci da discesa e da fondo.
L'attività industriale specifica della zona del Cadore è quella dell'occhialeria la sua espansione è avvenuta dopo la seconda guerra mondiale; allora le aziende presenti erano meno di venti mentre adesso se ne contano circa un migliaio (comprendendo imprese di piccole, medie e grandi dimensioni, laboratori artigianali, etc) ed occupano attualmente la maggior parte della popolazione cadorina.
Oggi il turismo è uno dei settori portanti dell'economia cadorina, la montagna invernale sa donare ai propri ospiti momenti di svago, in una natura incontaminata ed in uno dei paesaggi più affascinanti e suggestivi delle Dolomiti con impianti e piste per tutti i livelli, gite in motoslitta, snow-board, pattinaggio su ghiaccio e caldi ed accoglienti rifugi.
La montagna estiva permette di vivere a contatto con la natura con chilometri di sentieri anche ad alte quote, laghi, fiori e dove è facile incontrare animali che vivono in libertà, ma è anche cultura con musei, monumenti, carnevali tipici, i murales di Cibiana, tradizioni, folklore, cori di montagna ed è tradizione culinaria, in ambienti caratteristici.

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